Recensione Doctor Strange in the Multiverse of Madness
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- 13 mag 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Redatto da Mario Palladino
Era da tempo che aspettavamo il ritorno di Sam Raimi in un progetto Marvel e dopo aver saputo che avrebbe diretto questo film esso ci ha sin da subito incuriosito. Allo stesso tempo però, soprattutto dopo le ultime indiscrezioni che dicevano che la Marvel avesse cambiato molto l'idea iniziale del regista della trilogia dello Spiderman di Tobey Maguire avevamo paura che Doctor Strange sarebbe stato il tipico super evento MCU dove a comandare non é il regista ma sono i fan.

Invece questo film fa sicuramente questo tramite dei cameo assolutamente apprezzabili e emozionanti ma non si dimentica di curare aspetti come regia montaggio e fotografia.
La sceneggiatura soffre di alcune ingenuità soprattutto nella spiegazione del multiverso e nella scrittura dell'arco narrativo di Wanda. Perché si, il personaggio interpretato dalla come sempre (e forse di più rispetto ai prodotti precedenti) bravissima Elizabeth Olsen ci ha lasciato un po' l'amaro in bocca in alcune scene sul finale (che é fin troppo affrettato) e nella parte centrale. Per esempio un errore che non concerne la scrittura di Wanda ma sicuramente la influenza é il secondo atto perché a parere nostro gli Illuminati hanno avuto fin troppo screentime, soprattutto perché alla fine l'unica utilità di questi é spiegare marginalmente che cos'è un incursione e dire a Strange dove si trova il libro dei Vishanti. Allo stesso tempo riusciamo a comprendere la scelta fatta da Raimi perché vedere gli Illuminati sullo schermo é un fan service ottimo e non solo sul lato emozionale, in più tutti gli attori che hanno interpretato un ruolo in questo "consiglio" sono stati bravi, in particolare John Krasinski (Mr Fantastic) che ci ha assolutamente convinto (non avevamo dubbi sulla sua bravura generale) nel suo ruolo e vorremo rivederlo quantomeno alla regia del prossimo film dei Fantastici 4. Passando ad altri lati molto positivi del film non possiamo non citare il personaggio di America Chavez che con il suo carattere assolutamente giusto per l'età del personaggio ci ha conquistati din da subito.

L'unica piccola pecca che abbiamo notato nella sua scrittura é che il momento in cui riesce a controllare i poteri ci é sembrato un po' forzato e meno emotivo di quanto ci aspettavamo. Un altra ottima cosa fatta da Raimi é la gestione registica dell'ultimo atto che nonostante non ci abbia fatto impazzire narrativamente dobbiamo ammettere che sia il più "Raimiano" dei tre e sicuramente é il più bello da vedere. Per concludere diciamo che questo é sicuramente un film da vedere solamente per la sua bellezza estetica e per i suoi ottimi i personaggi, ma non vi aspettate una trama perfetta o particolarmente complicata, aspettate solo tanto spettacolo e in generale un ottimo film.



Bellissimo film e bellissimo articolo, perfettamente daccordo!